Qual è stata l’attività di Hesperia Hospital durante la fase acuta della Pandemia da Dovid-19?
In questa fase della Pandemia fin dai primi giorni di marzo l’attività Cardiochirurgia in Hesperia Hospital è stata dedicata solo a pazienti che necessitavano interventi in Urgenza ed Emergenza. Questo per salvaguardare la possibilità di avere spazio per altri pazienti che necessitavano di cure e per non far correre rischi aggiuntivi ai pazienti che potevano procrastinare l’intervento
Quali procedure avete applicato per poter continuare a operare in sicurezza?
Qui occorre distinguere un livello generale di “Protezione” che riguarda la struttura ospedaliera con monitoraggio (Triage) per ogni persona che entrava in clinica, il contingentamento delle visite ai pazienti ricoverati, la sanificazione continua degli ambienti il rispetto di protocolli comportamentali di tutto il personale, l’utilizzo fin dal primo momento dei dispositivi di protezione individuale Questo ha permesso a tutti di poter svolgere il proprio lavoro senza condizionamenti o paure che potessero inficiare la qualità del risultato.
Per questo è doveroso sottolineare l’impegno e la determinazione della Direzione Generale e della Direzione Sanitaria nel perseguire l’obiettivo di Hesperia Hospital Covid free
Ritiene che le collaborazioni nate in questo periodo fra Hesperia Hospital e gli Ospedali pubblici abbiano portato un reale vantaggio per i pazienti?
Premesso che la collaborazione con gli Ospedali pubblici ha una lunga storia e si può parlare di sinergia con la Sanità pubblica è stata in questa fase più evidente con la scelta reciproca di individuare Hesperia Hospital come Covid free . Questa scelta ha permesso di fare gli interventi cardiochirurgici in urgenza ed emergenza ma anche di utilizzare la nostra struttura ospedaliera per interventi non differibili da parte di diversi operatori degli Ospedali di Carpi ,Policlinico, Baggiovara impossibilitati a lavorare nei loro presidi perché quasi interamente dedicati al trattamento dei pazienti Covid positivi
La Fase 1 con la riduzione dell’attività sanitaria che conseguenze lascia?
Come si diceva in precedenza in queste settimane abbiamo potuto operare solo i pazienti non differibili lasciando in attesa tutti i pazienti con necessità di intervento non urgente. Da rilevare che in queste settimane con gli ambulatori chiusi e il timore delle persone ad entrare negli ospedali una parte non trascurabile delle persone non hanno potuto essere visitate e studiate e quindi sono nella necessità di avere una risposta alle problematiche sanitarie, che naturalmente non sono scomparse, ed è bene siano affrontate prima che diventino gravi e pericolose
Ritiene che oggi i pazienti possano rivolgersi ad Hesperia Hospital con ragionevole tranquillità?
Il percorso di questi due mesi ha messo in evidenza che con l’applicazione delle procedure, l’attenzione, il rigore professionale si possa riprendere un’attività qualificata che dia garanzie ai pazienti e agli operatori. In Hesperia Hospital già dall’11 maggio è ripresa una attività di visite, diagnostica e ricovero per tutti pazienti. L’attività cardiochirurgia riguarda tutti i pazienti nella consapevolezza che l’esperienza di questi mesi ha arricchito le conoscenze e la qualità delle nostre cure.